“Il centrosinistra ancora una volta ‘lancia la pietra e nasconde la mano’. Il disastro sanitario in Campania e nel Sannio ha precisi volti e chiari nomi e cognomi, tutti riconducibili alla sinistra”. Così la coordinatriceprovinciale del Popolo della Libertà a Benevento, Nunzia De Girolamo, il deputato Nicola Formichella e il consigliere regionale Luca Colasanto. “Le
chiusure e/o non aperture di ospedali pubblici, i problemi della sanità privata, le diminuzioni delle guardie mediche, gli accorpamenti dei distretti sanitari nelle zone più disagiate del Sannio hanno un unico comune denominatore: la sinistra che ha sgovernato la Campania per dieci anni e i suoi manager calati sul territorio che hanno badato solo a clientele e
gestione e non agli interessi della collettività”, rincarano De Girolamo, Formichella e Colasanto. “Se oggi siamo ad un quasi punto di non ritorno e che noi speriamo di recuperare tra qualche mese con il presidente Caldoro, è esclusivamente colpa di una sinistra che nonostante abbia accumulato per la sanità miliardi e miliardi di euro di debiti non ha neppure garantito l’assistenza sanitaria in tutti i territori. I soldi sono stati sperperati per manager, primari, incarichi, consulenze e ‘amici degli amici’”, proseguono i dirigenti berlusconiani. “La sinistra deve spiegarci perché in tutta la Campania si vuole applicare la legge 16, ovvero il Piano Ospedaliero Regionale varato da Bassolino e compagni, soltanto per la chiusura di Cerreto Sannita, mentre in altre aree della regione si procede diversamente? Abbiamo timore che si tratti solo e soltanto di manovre politico-elettorali”, aggiungono De Girolamo, Formichella e Colasanto. Per i quali, però, è opportuna “l’apertura al più presto dell’ospedale di Sant’Agata de’Goti, previsto proprio dalla legge 16 ed anche l’attivazione della struttura di San Bartolomeo in Galdo, dove sono stabiliti dalla stessa norma venti posti letto. Basti pensare che a Sant’Agata sono già in funzione alcune attrezzature ma ad oggi ai sindacati ancora non è stata comunicata dal management dell’Asl la pianta organica, senza parlare dei miliardi di lire sperperati a San Bartolomeo con una struttura pronta, più volte ristrutturata e mai attivata. Non è possibile applicare la norma a fisarmonica o dove politicamente conviene al Pd e alla sinistra. O si applica la legge dappertutto oppure, e questo sarebbe auspicabile visto che siamo in campagna elettorale, bisogna attendere l’esito delle elezioni per affidare al nuovo presidente, che siamo sicuri sarà Stefano Caldoro, e al Popolo della Libertà l’onere e l’onore di rivedere il Piano Ospedaliero varato da Bassolino per ridurre gli sperperi veri ma non i servizi sanitari alla collettività”, proseguono la coordinatrice del PdL, il deputato e il consigliere regionale. “Noi siamo per una revisione del Piano Ospedaliero che garantisca tutto il territorio sannita e che eviti tagli indiscriminati.
E’ indispensabile trovare una giusta sinergia, evitando guerre di campanile che non portano da nessuna parte, per aprire Sant’Agata, dare la giusta dimensione a Cerreto Sannita e attivare San Bartolomeo in Galdo, per far si che nessun territorio venga mortificato e ogni cittadino che ha un problema di salute non debba fare quaranta, cinquanta o settanta chilometri per recarsi all’ospedale più vicino”, concludono De Girolamo, Formichella e Colasanto.

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21 febbraio 2010 alle 20:53
Egregia Onorevole,
premesso che non sono un elettore del centrosinistra e che concordo con lei quando dice che l’era bassolino ha ulteriormente mortificato la sanità in Campania;oltre a ciò sono un medico Ospedaliero beneventano e trovo la sua battaglia in difesa dell’Ospedale di Cerreto Sannita inutile e dannosa.
Prima di tutto: non ha senso tenere aperti Ospedali ogni 20 km se gli stessi non garantiscono standard elevati di cura;in regioni evolute (Toscana) hanno chiuso i piccoli Ospedali e li hanno riconvertiti in Posti di Primo Soccorso dove il malato acuto viene stabilizzato ed inviato all’Ospedale provinciale dotato di tutti i servizi.Cerreto,San Bartolomeo in Galdo vanno trasformati in tal senso…aggiungendo magari servizi di riabilitazione e lungodegenza..cavalcare un’inutile protesta per tenere in vita carrozzoni datati in cui non vengono garantiti nemmeno i requisiti minimi stabiliti dall’OMS,è funzionale solo a racimolare qualche voto in più..ma non serve alla popolazione che avrà sempr servizi sanitari scadenti..confrontatevi con gli operatori del settore…tenete fuori la politica dalla sanità.
Cordiali saluti
Remo Luciani
21 febbraio 2010 alle 21:53
come al solito parole dette senza alcuna comprensione della legge e del territorio. solo per futili motivi di opportunismo gli estensori dell’articolo ignorano del tutto quanto fatto in questi lunghi anni dal centrosinistra. la de girolamo eviti din parlare e spieghi piuttosto cosa accade al consorzio agrario di benevento, dove ha messo un’avvocato senza curricula ed il padre quale direttore generale senza alcun titolo giustificativo. spero che non abbiate paura di pubblicare quanto ora scritto.
22 febbraio 2010 alle 13:31
“Gent. signore,
la sanità in campania è una vergogna a causa del centro sinistra. Al consorzio é stato nominato dal ministro scajola, non da me, un eccellente avvocato con ottimo curriculum. Mio padre è direttore per carriera interna da anni a seguito di sacrifici e duro lavoro. Studi prima di parlare ed approfondisca, altrimenti dimostra tutta la sua superficialitá e il suo livore. La sinistra in campania ha portato disastro e vergogna grazie anche a persone come lei!!! I cittadini campani pagano tasse alte e vivono disagi gravi. Se lei dovesse ammalarsi, sarebbe felice di attendere tanto tempo per effettuare un accertamento?sarebbe felice di dover andare al nord per curarsi?è contento di sapere che primari e direttori generali sono stati nominati per appartenenza politica e non per meriti?era soddisfatto quando assisteva allo spettacolo di una campania ricoperta di rifiuti?se questa é la campania che vuole continui a votare a sinistra, altrimenti abbia almeno la decenza di tacere”
Nunzia
23 febbraio 2010 alle 10:57
Per noi precari la situazione è terribile e disastrosa, attenti alle regionali, richiamiamo tutti i precari della scuola che ormai sono nella disperazione x questo governo intollerante alla cultura!. VERGOGNA
23 febbraio 2010 alle 11:01
Da noi si sta facendo una campagna contro questa destra ke ha permesso una simile condizione a tutti gli insegnanti, la legge valditara era una mossa, un’iniziativa falsa e loro i primi a saperlo. Attenti alle regionali, non si sbaglia +