L’ On. De Girolamo risponde a Delli Veneri

Se è vero che la nostra Università è figlia di quella grande tradizione didattico- pedagogica che tutto il mondo ci ha invidiato e copiato (anche se questo avveniva qualche secolo fa) è pur vero che oggi questa risulta essere – e non certamente per colpa del Governo Berlusconi – governata dalla logiche delle baronie che sono la vera mortificazione della meritocrazia, della mobilità sociale e vere cause della crisi del sistema universitario.

Eppure su questo argomento mai abbiamo sentito una sola parola da parte di Delli Veneri che invece - nella migliore tradizione del bastian contrario o del “piove governo ladro” – sembra voler difendere più gli interessi consolidati che voler trovare un percorso virtuoso che, da un lato, preservi la qualità del servizio e, dall’ altro, aiuti a superare le difficoltà  di una oggettiva e complessa situazione di crisi economica.

E’ probabile che il modello da noi proposto sia ancora perfettibile ma sicuramente quello attuale non è più perseguibile: il fatto poi di convocare assemblee in cui discuterne è sicuramente uno strumento utile, ma il cui risultato non è certo se poi le istanze ivi raccolte non trovano seguito.

Al contrario noi, “assenti ingiustificati”, abbiamo cercato – anche in controtendenza rispetto alle linee guida del Governo – di attivare concreti percorsi di sensibilizzazione e riflessione rispetto alla problematica individuando uno strumento che consenta di salvaguardare i luoghi di formazione virtuosi da un taglio di risorse economiche che – è bene ricordarlo - non è frutto di una politica di aggressione o mortificazione della formazione ma imposto in tutti gli ambiti e settori dalla contingente situazione economica nazionale ed internazionale.

Auspichiamo quindi che il Delli Veneri abbandoni presto la pura logica antagonista e retorica contribuendo con proposte fattive all’ individuazione di nuovi percorsi e strumenti che aiutino la qualificazione del sistema universitario agendo non nell’ ottica della salvaguardia di interessi precostituiti ma delle nuove sfide cui ci obbliga  il mutato scenario nazionale ed internazionale.

Altrimenti a lui lasceremo volentieri le parole mentre noi continueremo a concentrarci sui fatti!

Luglio 2008
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