Nunzia De Girolamo e Gabriele Toccafondi, ambedue parlamentari del PDL, hanno depositato nei giorni scorsi due Odg, con i quali chiedono al Governo una verifica dell’art. 66, comma 13, decreto legge 25 giugno 2008, n. 112.
In realtà all’art.66 comma 13 del decreto legge n. 112/08 sono contenuti limiti del 10% di assunzioni rispetto al personale cessato dal servizio e conseguentemente riduzioni delle dotazioni finanziarie per il finanziamento ordinario delle università: 63,5 milioni di euro per l’anno 2009, 190 milioni di euro per l’anno 2010, 316 milioni per l’anno 2011, 417 milioni di euro per l’anno 2012 e 455 milioni di euro a decorrere dall’anno 2013.
Considerare tutti gli Atenei allo stesso livello non aiuta – hanno dichiarato la De Girolamo e il Toccafondi- coloro che hanno amministrato bene e che risultano virtuosi, dunque, il taglio “indiscriminato” non andrebbe a migliorare la didattica, la ricerca e in generale le Università. Tagliare a tutti comporterebbe, alla rovescia, lo stesso errore che si vuole combattere, cioè l’assenza nell’attuale sistema, di meccanismi premianti la qualità e il merito delle Università. Non tutti gli Atenei possono essere trattati allo stesso modo. Pertanto, i due Parlamentari, hanno chiesto al Governo di impegnarsi a istituire un tavolo di confronto tra Governo e Università per individuare criteri di valutazione, in base ai quali apportare riduzioni delle dotazioni finanziarie diversificate a seconda della virtuosità degli atenei e di valutare, nel corso dell’anno, la possibilità di comprimere le riduzioni delle dotazioni finanziarie all’Università. Infine – la De Girolamo e il Toccafondi, con altro Odg – in riferimento all’art. 66 comma 7 e comma 13 del predetto decreto, a difesa e tutela delle Università di nuova istituzione, come l’Università del Sannio, Università di Varese, Università Piemonte Orientale, Università della Magna Grecia di Catanzaro, Università Milano Bicocca, Università di Foggia (DPR 30 dicembre 1995), hanno invitato il Governo a verificare l’impatto che la norma avrebbe su queste giovani Università e ad individuare iniziative derogatorie, al fine di consentire la crescita delle Università nuove e virtuose.
19 Luglio 2008 alle 17:56
Cara Nunzia,
sono pienamente daccordo sul ritenere che la qualità della ricerca, sia pura che applicata, è uno dei valori fondamentali su cui si basa il nostro sistema universitario e l’Università degli Studi del Sannio ha le potenzialità per aumentare i settori nei quali eccellere.